Cosa significava essere omosessuali in quel 1972, Pezzana? «Semplicemente negare la propria identità. Diciamo che la tortura peggiore era proprio l'impossibilità di essere se stessi, quindi la sofferenza di condurre una doppia esistenza. Erano i tempi in cui l'omosessualità era vista a tutti gli effetti come una malattia da curare. Legioni di psicanalisti erano assediati da mamme che chiedevano di "salvare" i loro figlioli». Un celebre luminare, racconta Pezzana, raccontò nel libro «Diario di un omosessuale» la storia di una «guarigione »: «Ebbe molto seguito. Poi lo contestammo a Sanremo. Le cose per lui cambiarono...
Militante per quasi 20 nel Partito Radicale, Angelo Pezzana fonda nel 1970 il FUORI federandolo al partito di Marco Pannella. Sono anni di grande fermento politico e di lotte per l'uguaglianza. A molti non piace che Pezzana non abbia una collocazione politica distinta, ma a tanti fa capire che le battaglie civili di libertà non hanno colore, non possono essere patrimonio di una sola parte politica. Così, nel 1977 in una manifestazione pubblica individuale a Mosca in favore della liberazione del regista russo Sergiev Paradjanov, viene arrestato ed espulso.
Due anni dopo, nel 1979, è tra i co-fondatori della britannica International Gay Association e nel 1980 della Fondazione Sandro Penna. Apre e chiude importanti librerie; entra in parlamento, fa il consigliere comunale radicale a Torino dal 1990 al '93 si batte per il riconoscimento di Israele.
"Un omosessuale normale" è la sua ultima opera, tra diario e testimonianza di una vita spesa a combattere ingiustizie e oppressioni; il racconto di chi ha saputo coniugare libertà e giustizia.
Altri libri di/su Angelo Pezzana: Dentro & Fuori (Sperling & Kupfer) 1996
Quest'anno a Gerusalemme (Corbaccio) 1997
La Politica del corpo (Savelli) (a cura di...)
Si fa per ridere (Sperling & Kupfer) 1998
AA.VV. Men on Men (Mondadori) 2004
La Gaia vecchiaia (Coniglio editore) 2006


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