Vergognarsi è ancora possibile, nonostante un odio che continua ad albergare in tante persone che mal sopportano gay, lesbiche, transessuali. Vergognarsi è un dovere di fronte all'ennesima violenza contro cittadini omosessuali, rei di vivere la loro vita come meglio credono e, speranzosi che la libertà degli altri sia anche la loro. Sempre più spesso, non so se per colpa del caldo, della noia, o chissà cosa, giovani gay diventano vittime di altri giovani che passano le loro serate a sperimentare violenza gratuita.
E' successo a Roma, ancora lì, ai danni di un ragazzo di 22 anni che stava rincasando dopo aver passato la serata nella gay street della Capitale. E' stato avvicinato da una macchina con dei giovani dentro che lo hanno insultato e gli hanno lanciato alcune uova e pezzi di vetro che hanno colpito alle braccia il giovane.
A denunciare l'accaduto, Fabrizio Marrazzo, anima e portavoce del Gay Center. Il ragazzo dopo l'aggressione ha deciso di non sporgere denuncia per evitare che i suoi sapessero della sua omosessualità.
Forse, qui ci vorrebbe un po' più di coraggio da parte di chi vive la propria omosessualità nel silenzio, ma lungi da me giudicare. Come si dice: il coraggio se non ce l'hai, non te lo inventi.
La cosa peggiore è che il fatto sia avvenuto alla vigilia della discussione in Parlamento sulla legge voluta e combattuta da anni da Anna Paola Concia; legge che dovrebbe punire i reati di omofobia e transfobia. Legge ostacolata dalla destra e poco convintamente appoggiata dalla sinistra.
Domani, la comunità lgbtq, sarà in piazza Montecitorio per un sit in. Speriamo sia la volta buona!
Un viaggio attraverso il globo LGBTQ, tra desideri, realtà, sostegno e diritti. Se avete qualcosa da dire, ditelo adesso. O tacete per sempre!
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lunedì 18 luglio 2011
mercoledì 29 giugno 2011
Torna la violenza omofoba a Roma e nessuno pensa a una legge
Notte di violenza a Roma. Un musicista è in morte cerebrale dopo che un gruppo di manigoldi violenti ha aggredito lui e i suoi amici. E' successo al rione Monte che pare sia diventata terra di nessuno. Uno dei fermati dalla polizia pare abbia dichiarato: "Passavo di lì. Ho dato solo due pugni e e ne sono andato via. E che sarà mai...". Pazzesco! Insomma, a Roma si esce, ci si trova a passare davanti a un pestaggio e che si fa? Si danno due pugni senza sapere perché e per come e si va via. Ma è questa quella oramai diventata per molti la ragazzi la "movida"? Non era altro, ossia uscita con gli amici, divertimento puro, locali? No, adesso pare sia d'uso la violenza fine a se stessa. Si finisce per morire perché emeriti imbecilli pensano di passare la notte fracassando teste.
Poi, se si tratta di andare a pestare omosessuali o transessuali, pare si sentano coperti da una certa immunità. Pare a loro, forse anche grazie ad una legge contro l'omofobia che questo Parlamento non intende discutere e approvare con la banale scusa che si creerebbero altre discriminazioni. Così la pensano i Giovanardi, Binetti, la Lega e altri.
Intanto ieri notte, nei pressi del Gay Village, una manifestazione estiva che raccoglie ogni anno migliaia di clienti LGBTQ e non solo, un militante del Circolo Omosessuale Mario Mieli è stato circondato e inseguito da una decina di persone armate di bastoni che stazionavano vicino alla manifestazione estiva. Ci son voluti i carabinieri che hanno scortato alcuni clienti alle loro macchine per levarli da eventuali guai.
A questo punto serve quella sicurezza tanto osannata dal sindaco Alemanno. E serve sempre più urgentemente una legge (quella di Paola Concia) che punisca i reati omofobici.
Poi, se si tratta di andare a pestare omosessuali o transessuali, pare si sentano coperti da una certa immunità. Pare a loro, forse anche grazie ad una legge contro l'omofobia che questo Parlamento non intende discutere e approvare con la banale scusa che si creerebbero altre discriminazioni. Così la pensano i Giovanardi, Binetti, la Lega e altri.
Intanto ieri notte, nei pressi del Gay Village, una manifestazione estiva che raccoglie ogni anno migliaia di clienti LGBTQ e non solo, un militante del Circolo Omosessuale Mario Mieli è stato circondato e inseguito da una decina di persone armate di bastoni che stazionavano vicino alla manifestazione estiva. Ci son voluti i carabinieri che hanno scortato alcuni clienti alle loro macchine per levarli da eventuali guai.
A questo punto serve quella sicurezza tanto osannata dal sindaco Alemanno. E serve sempre più urgentemente una legge (quella di Paola Concia) che punisca i reati omofobici.
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