Vivere nei dorati palazzi della politica fa dimenticare la realtà di un Paese, le sue aspettative, persino i sogni di uno Stato sempre attento alle esigenze dei suoi cittadini. Non si tratta di essere politici di destra, di centro o di destra, quando si tenta di parlare di diritti civili che riguardavano l'ampia fascia degli omosessuali italiani, ai politici viene l'orticaria, ricordano a loro stessi il potere che ha il Vaticano anche quando non dice messa, e proni dicono: "non possumus".
Insomma, ad una presentazione di un libro alla Camera, Anna Paola Concia, deputata Pd e militante del movimento omo italiano, chiama la sua presidente, Rosy Bindi. In tanti sanno l'avversità della "signorina presidente" verso le unioni gay, le ha esternate tante volte, ha detto chiaramente che il matrimonio per lei è tra uomo e donna e poco importa sui 100 mila bambini di famiglie arcobaleno che vivono come apolidi in casa propria; nulla interessa del sistema che vige in Italia dove una coppia gay, in caso di necessità, può affidarsi solo alla pietas di altri perché lo Stato non ha alcuna intenzione a tutelarli su nulla. Sembriamo un Paese al pari di quelli che prendono a nerbate e imprigionano chi osa celebrare il Gay Pride. Peggio, perché da noi i Gay Pride si fanno, si criticano le 4 mammelle al vento, si fa una risata e si torna a parlare di spread, che è quello che conta. Ipocrisia al miele!
Dice la "signorina presidente":
"il matrimonio è solo eterosessuale, le coppie gay non possono essere equiparate e le riforme sui temi etici devono essere condivise anche con la destra ovvero non possono essere fatte a maggioranza".
Ovvero: se dovessimo vincere le future elezioni politiche, cari/e gay mettetevi il cuore in pace, sul matrimonio tra persone dello stesso sesso non si tratta e non se ne parlerà. Andate a vedere a destra che ne pensano e magari tornate. Poco interessa alla "signorina presidente" se Hollande sta seriamente pensando di togliere in Francia il Pacs sostituendolo col vincolo del matrimonio e persino dare l'adozione alle persone dello stesso sesso. Nulla riguarda alla "signorina presidente" l'Europa che, fatta salva l'Italia e qualche altro statarello omofobo, si è data diritti gay al pari delle coppie eterosessuali. Lo Stato abdica al suo ruolo laicale e laicista per non turbare le tonache d'Oltretevere. Siamo proprio un Belpaese.
Un viaggio attraverso il globo LGBTQ, tra desideri, realtà, sostegno e diritti. Se avete qualcosa da dire, ditelo adesso. O tacete per sempre!
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mercoledì 11 luglio 2012
E dal Pd si levò la voce della Bindi: "Matrimonio gay? Non possumus!"
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lunedì 18 luglio 2011
A Roma gay colpito da uova e pezzi di vetro da un gruppo di omofobi
Vergognarsi è ancora possibile, nonostante un odio che continua ad albergare in tante persone che mal sopportano gay, lesbiche, transessuali. Vergognarsi è un dovere di fronte all'ennesima violenza contro cittadini omosessuali, rei di vivere la loro vita come meglio credono e, speranzosi che la libertà degli altri sia anche la loro. Sempre più spesso, non so se per colpa del caldo, della noia, o chissà cosa, giovani gay diventano vittime di altri giovani che passano le loro serate a sperimentare violenza gratuita.
E' successo a Roma, ancora lì, ai danni di un ragazzo di 22 anni che stava rincasando dopo aver passato la serata nella gay street della Capitale. E' stato avvicinato da una macchina con dei giovani dentro che lo hanno insultato e gli hanno lanciato alcune uova e pezzi di vetro che hanno colpito alle braccia il giovane.
A denunciare l'accaduto, Fabrizio Marrazzo, anima e portavoce del Gay Center. Il ragazzo dopo l'aggressione ha deciso di non sporgere denuncia per evitare che i suoi sapessero della sua omosessualità.
Forse, qui ci vorrebbe un po' più di coraggio da parte di chi vive la propria omosessualità nel silenzio, ma lungi da me giudicare. Come si dice: il coraggio se non ce l'hai, non te lo inventi.
La cosa peggiore è che il fatto sia avvenuto alla vigilia della discussione in Parlamento sulla legge voluta e combattuta da anni da Anna Paola Concia; legge che dovrebbe punire i reati di omofobia e transfobia. Legge ostacolata dalla destra e poco convintamente appoggiata dalla sinistra.
Domani, la comunità lgbtq, sarà in piazza Montecitorio per un sit in. Speriamo sia la volta buona!
E' successo a Roma, ancora lì, ai danni di un ragazzo di 22 anni che stava rincasando dopo aver passato la serata nella gay street della Capitale. E' stato avvicinato da una macchina con dei giovani dentro che lo hanno insultato e gli hanno lanciato alcune uova e pezzi di vetro che hanno colpito alle braccia il giovane.
A denunciare l'accaduto, Fabrizio Marrazzo, anima e portavoce del Gay Center. Il ragazzo dopo l'aggressione ha deciso di non sporgere denuncia per evitare che i suoi sapessero della sua omosessualità.
Forse, qui ci vorrebbe un po' più di coraggio da parte di chi vive la propria omosessualità nel silenzio, ma lungi da me giudicare. Come si dice: il coraggio se non ce l'hai, non te lo inventi.
La cosa peggiore è che il fatto sia avvenuto alla vigilia della discussione in Parlamento sulla legge voluta e combattuta da anni da Anna Paola Concia; legge che dovrebbe punire i reati di omofobia e transfobia. Legge ostacolata dalla destra e poco convintamente appoggiata dalla sinistra.
Domani, la comunità lgbtq, sarà in piazza Montecitorio per un sit in. Speriamo sia la volta buona!
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